L'autore e il suo programma Versione italiana  Version in dialeto vèneto  

Sono risoluto a scrivere quattro righe nel dialetto natio della Val del Chiampo, quel tanto che basta per curare un'aiuola.
Il tutto perché sono rimasto amareggiato quando mi capitò di leggere una frase riportata a pagina nove del "Vocabolario del dialetto vicentino" ed. Rumor del 1985:

«Il dialetto vicentino è lingua parlata con modestissima tradizione letteraria».

Addolorato mi sono irrigidito a tal punto che, qual mulo, reagisco e recalcitro.
Mi autoproclamo "cantastorie" e, come il giovincello Pan con il flauto, io, avanti nell'età, con la penna, vagolo per grotte, boschi e prati barbugliando come uno svanito.
Riuscirò nell'impresa di ricostruire, fermando nero su bianco, qualche piacevole o curioso lato della vita antica, che va trasformandosi, sospinta dall'improvvisa metamorfosi di quel mondo statico di quando la gente, osservando la luna, sapeva quale era il momento migliore per macellare il maiale, seminare, innestare le piante da frutto, svinare, far rendere feconde le uova da porre sotto la chioccia? Ed io ricordo di quando, con la forca, andavo a spargere il letame sui campi sempre seguendo le fasi della luna! Tutte queste 'conoscenze' rurali mi spronano a chiedermi: sarò capace di tramandare attraverso gli scritti il transito dal vecchio mondo al mondo attuale sicché, vivendo il mio tempo, debbo assoggettarmi alle necessità del computer?
Ecco, mi piacerebbe fungere da fanalino di coda!
Mi butto!
Vi racconto cose raccolte nello svolgersi della mia vita quando andavo in giro per il mondo e, però, con il cuore simile a quello di una pianta di zucca 'sinquantina', (così diceva mia nonna Clorinda, con il soprannome di: la 'Piera' della famiglia dei 'I Pieri'), la qual pianticella prolifica in lungo e largo ma sempre d'attorno alla sua radice ed io da Castello a Castello di Arzignano.
Se riuscissi a far sorridere i giovani ed anche i meno giovani palesando spazi sereni in un mondo che sembra impazzire mi riterrei appagato.
Spero che la Madonna di Monte Berico tenga salda la Sua Mano sopra la mia testa affinché perduri savia!

 
"Sogni" di un autore
Antonio Balsemin
L'autore e il suo programma
Grammatica veneta
Parole dimenticate
 
Le opere:
"Ve conto..."
"Ve vojo contar..."
"Sta sera ve conto..."
"Desso ve conto..."
"Se magna..."
"Ati de i Apòstoli"
"Vèneto mio"
 
I racconti:
"Il viaggio di nozze
di mia nonna Clorinda"

"Le granite della mia
nonna Drusiana"

"Il cocomero nel
pozzo grande"

"La cucina di mia
nonna Clorinda"

"Le frittelle con l'erba amara"
 
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