Le frittelle con l'erba amara Versione italiana  Version in dialeto vèneto  

Tratto dal libro "Sta sera ve conto..."
Racconto n° 25 - pag. 201

Quando vivevo a Castello di Arzignano (nel Vicentino alto), a guerra appena terminata, il cibo scarseggiava e tutto riusciva gradito, anche il meno buono. Le frittelle con l'erba amara erano una buona opportunità per saziarsi in quanto, con pochi soldi, si poteva prepararne in gran quantità. Occorrente: farina bianca, un paio d'uova, una presa di sale e detta erba impastata con acqua. Il tutto si friggeva nell'olio, quello di semi, per risparmiare.
Quando la mamma per cucinare qualche alimento non avendo niente di meglio voleva preparare questi dolci mi diceva: «Antonio, se vai a raccogliere la 'maresina' ti cuocio le frittelle».
Ed io, capirai, andavo di corsa.
Nel camminare lungo le siepi e nel percorrere i viottoli dei campi, come scovavo cespugli di detta erba, ne raccoglievo fintantoché non avevo empito la sporta. Ritornato a casa tenendola ben in alto dicevo: «Mamma, ecco la 'maresina'. Guarda quant'è. Prepara le frittelle!».
Lei si dava il suo da far con pentole, conche, teglie e con tutto il necessario. Presto, sopra alla tavola, appariva una terrina strapiena e fumante. A questo punto lei vi disseminava sopra abbondanti manciate di zucchero e con questa 'benedizione' il tutto diventava una leccornia.
Hanno voglia quelli che, poverini [...]

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Le opere:
"Ve conto..."
"Ve vojo contar..."
"Sta sera ve conto..."
"Desso ve conto..."
"Se magna..."
"Ati de i Apòstoli"
"Vèneto mio"
 
I racconti:
"Il viaggio di nozze
di mia nonna Clorinda"

"Le granite della mia
nonna Drusiana"

"Il cocomero nel
pozzo grande"

"La cucina di mia
nonna Clorinda"

"Le frittelle con l'erba amara"
 
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